Titolo: PRINCIPE. Il nottambulo del pensiero magmatico
A cura di: Chiara Squarcina e Bruno Corà
Luogo: Museo Correr, Sala delle Quattro Porte, Venezia [Italia]
Data: 27 febbraio – 22 novembre 2026

PRINCIPE. Il nottambulo del pensiero magmatico

Museo Correr, Venezia

In ogni evento espositivo della sua opera, Bizhan Bassiri ha cura di mostrare sia l’esito della creazione più recente, sia taluni lavori che abbiano una presenza enunciativa di principi, regole o elementi distintivi e costanti che richiamano le basi poetiche della sua tensione estetica.

Il repertorio di opere di Bassiri individuato per la mostra al Museo Correr di Venezia inoltre non rinuncia, come in altre significative circostanze, a trovare collocazione nel luogo ospite tenendo conto degli aspetti ambientali, soprattutto quando essi possiedono una loro particolare qualità estetica o storica.

È opportuno, in tale ottica, indicare quali aspetti riveste l’allestimento che si è concepito per la mostra “Principe. Il nottambulo del Pensiero Magmatico”. Se al Principe, fantasmatica iconografia testimone e alter ego dell’artista, si addicono due delle quattro soglie di ingresso nell’ambiente espositivo, con le novanta immagini che visualizzano il ritratto di ognuno degli artisti scelti da Bassiri, tenendo conto di Maestri vissuti dal Quattrocento al Duemila, egli configura una ideale sorta di albero genealogico a cui sente di poter aderire e appartenere per diverse, molteplici ragioni.

Con l’intenzione di voler configurare una “quadreria” che circonda il visitatore e viene incontro ai suoi sguardi, Bassiri ha ideato una collocazione dei novanta ritratti in una modalità sospesa e scalare tale che esse salgano dalle quote più basse delle pareti dell’ambiente fino all’altezza massima di esse. Se, inoltre, al Meteorite in bronzo è affidato uno dei richiami plastici alla “verticalità” emblematica dell’arte, a partire dal pavimento sino all’apice della scultura (cm 270), all’Erme aurea sopra viene assegnata invece la funzione di rendere percepibile la presenza simbolica dell’identità atemporale dell’incontro con la realtà delle cose e la sosta contemplativa.

L’impianto della mostra, pur nella solennità strutturale dell’insieme, offre una possibilità di fruizione non rigida, anzi concepita nella sensazione di vibrazione fluida che avvolgo Venezia, la sua luce, la sua regalità, disposta all’incontro col visitatore, cui è rivolto il godimento e la tutela di ogni forma e di ogni opera d’arte presente.

Bruno Corà